Guarda i primi 6 minuti del film Bel Ami – Storia di un seduttore!
Scritto da sweditorapr 16
In esclusiva su TrovaCinema.it, potrete guardare i primi sei minuti di Bel Ami – Storia di un seduttore, il film diretto da Declan Donnellan e Nick Ormerod con Robert Pattinson, Uma Thurman, Christina Ricci e Kristin Scott Thomas.
“Quando la cassiera gli ebbe dato il resto di cinque franchi, Georges Duroy uscì dal ristorante.Siccome aveva un bel portamento,sia per natura,sia per posa di ex sottufficiale,si impettì,si arricciò i baffi con un gesto militaresco abituale,e lanciò su quelli che stavano a tavola uno sguardo rapido e circolare,uno di quegli sguardi da bel giovane,che si stendono intorno come una rete nell’acqua..” – tratto dal romanzo “Bel Ami” di Guy de Maupassant
Bel Ami – Storia di un seduttore è al cinema: consulta la programmazione del film in Italia sulla pagina Facebook ufficiale!
- Categoria: Declan Donnellan, Film, Libro, Nick Ormerod, Philip Glenister, Robert Pattinson, Video, Web





1 commento
Commento by Lady Alexandra Borgia on 17 aprile 2012 at 12:02
Con un budget di 7, 5 milioni di sterline (9 milioni di euro), Declan Donnellan e Nick Ormerod portano sullo schermo le vicende tormentate di George Duroy, giovane soldato in congedo, senza arte né parte, di bell’aspetto ma costretto a vivere in una pensione fatiscente che sembra più un nido per topi e bacarozzi che un alloggio a norma. Robert Pattinson ha le fattezze di un personaggio in cui si ravvisa lo stesso Maupassant e si muove sulla scena con una grazia dispotica, privato di quei baffi alla garibaldina che all’epoca della stesura contribuivano all’eleganza del gentiluomo. Per quanto i puristi possano aver trovato deprecabile una simile scelta, bisogna dire che Pattinson, con o senza baffi, entra di peso nella pellicola e lo fa dal primo istante, trascinandosi appresso le sue tasche vuote e uno stipendio da impiegato nelle Ferrovie che a stento basta a garantirgli un misero pasto giornaliero. Robert ha espresso meravigliosamente questo stato d’animo, la combutta di un Duroy che orrebbe di più che qualche patacca sulla giubba. Un Duroy che la fame la sniffa, al contrario dei suoi ex compagni che la miseria l’hanno contemplata appena di striscio. Ogni singola scena di questo film l’ho adorata. La rivedo in questo momento, scrivendo in modalità compulsiva e adesso, quegli articoli battuti dall’ansa che alla Berlinale denigravano il film e l’interpretazione dell’attore, mi fanno soltanto ridere. Cruciale nei momenti di ira e perfetto in quelli in cui pare guardare un punto morto davanti a se, perché tutto il mondo ha cessato di esistere nella sua originaria forma e gli amici, le donne non sono altro che “cose” da prendere e birilli da abbattere. L’ho odiato come non avrei mai potuto odiarlo. Avrei voluto vederlo in carcere oppure languire nella miseria, come un ratto di fogna. Non lo si può amare, anche se le azioni di George sono la conseguenza diretta dell’invidia di quelli che cospirano per eliminarlo. Lui è solo contro tutti ma la sua incisività, la sua voglia di vendicarsi e di essere qualcuno in un formicaio di avvoltoi spingono lo spettatore a desiderare per Duroy una brutta fine. Ben servite le musiche, la fotografia, gli scenari, le comparse. Uscendo dal cinema, rifletti sui politici di oggi che, sedendo in Parlamento, decidono del futuro dei nuovi poveri re non puoi fare a meno di constatare quanto poco siano cambiati i loro propositi rispetto alle congetture e ai pateracchi dei ricconi del 1890. I tagli, purtroppo, falciano la pellicola in alcuni punti. Ahimé, con una mezz’oretta in più ci avremmo guadagnato tutti ma alle regole funzionali del budget spesso si è obbligati a sottostare. E anche se 9 milioni di euro appaiono una cifra enorme non sono che spiccioli se paragonate alle cifre da record che vengono investiti in film da blockbuster. Diciamo che il film scorre ugualmente bene, con i suoi lenti e le sue introspezioni e considerando i numerosi tagli e cuci subiti da due anni a questa parte è già miracoloso che si sia ottenuto un prodotto soddisfacente. Bel Amì non è affatto una pellicola maschilista. Ognuno è alla sua maniera seduttore e sedotto, un oggetto di compravendita messo al servizio di un altro oggetto di compravendita. Un tornaconto regolare, insomma. Tu dai, io prendo. Io prendo e tu dai. George non è il bastardo simpatico delle fiabe ma le sue donne non sono sante e possedevano attributi che oggi abbiamo acquisito perdendo la nostra femminilità.